Lettera a tre mogli
Con questo film, Joseph L. Mankiewicz vinse ben due Oscar, come regista e sceneggiatore (otto anni prima, peraltro, il fratello Herman aveva ottenuto la statuetta per il copione di Quarto Potere). L’anno successivo riuscirà nell’impresa di fare il bis grazie a Eva contro Eva, diventando l’unico cineasta della storia di Hollywood ad aver ricevuto 4 Oscar in soli due anni.
Il film è basato sul romanzo di John Klempner, “A Letter to Five Wives”. Quando Mankiewicz presentò l’adattamento a Darryl F. Zanuck della 20th Century-Fox, questo si intitolava “A Letter to Four Wives”, essendo prevista una quarta moglie interpretata da Anne Baxter. Poiché rimaneva dubbioso sull’eventuale lunghezza eccessiva del film, il regista chiese consiglio al grande produttore, che rispose sbrigativamente: “Togliamo un’altra moglie!”. E il film diventò così Lettera a tre mogli.
L’identità dell’attrice che presta la voce a Addie, Celeste Holm (Barriera invisibile, Eva contro Eva), venne tenuta segreta all’uscita del film. La produzione, infatti, organizzò vari concorsi per gli spettatori, che avrebbero dovuto indovinare il nome della diva misteriosa.